Gay & Bisex
QUANDO HO SCOPERTO IL MIO DOLCE PREFERITO
24.06.2025 |
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"Saranno bastati meno di un paio di minuti di quel trattamento, per sentirgli la cappella indurirsi e ingrossarsi, ed infine scaricare tutta la sua crema direttamente in bocca, aveva una..."
Sono passati diversi anni da quella vacanza in Sardegna, ma ci torno spesso con il pensiero. Quel viaggio ha segnato un momento di scoperta e di consapevolezza per ciò che ho imparato su di me.In quel periodo avevo poco più di 18 anni, andavo ancora a scuola e il sesso lo vivevo sopratutto in solitaria fantasticando su come fosse stato bello scopare con le ragazze della scuola, sopratutto fantasticavo di metterle in ginocchio per farmi fare un bel pompino, ero ossessionato dal sesso orale, quando riuscivo a beccare qualche porno, lo vedevo al rallentatore, soprattutto i pompini erano fantastici, li gustavo al rallentatore per vedere meglio quelle lingue che guizzavano sulle cappelle lucide e rosse,.... poi in seguito quando assaporai il cazzo, capii che invece adoravo i pompini, non per le ragazze che lo facevano ma perché mi piaceva vedere il cazzo in tiro duro, e inconsciamente essere al loro posto.
Avevamo finalmente deciso di organizzare la tanto desiderata vacanza a Santa Teresa di Gallura, nel nord della Sardegna, eravamo un gruppo di amici, giovani e desiderosi di conoscere il mondo e non solo, due coppie e due single: io e un altro ragazzo, che avevo conosciuto da poco .
Abbiamo affittato un appartamento e lasciato alle due coppie le camere matrimoniali per dovere di privacy così potevano scopare quando ne avevano voglia mentre io e il mio nuovo amico ci siamo divisi il divano letto in soggiorno.
Le giornate scorrevano tra mare spiagge meravigliose, partite a racchettoni, grandi piatti di spaghetti alle vongole e tante risate.
Una sera, in paese organizzarono una festa vicino alla spiaggia, era una notte calda, la musica alta, c'era una specie di bar/discoteca, avevano organizzato una serata con disc jockey, dopo due passi in centro andammo tutti lì a fare baldoria e a bere, ma sopratutto la mia idea era di rimorchiare qualche bella maialina, il posto era pieno di figa per cui mi aggiravo ballando tra i vari gruppi, cercando con lo sguardo qualche ragazza desiderosa di fare nuove conoscenze.
Passarono le ore senza combinare nulla, i miei amici andarono via, con la scusa che erano stanchi, tornarono a casa sicuramente per scopare, mi trovai da solo a ballare, un po’ assorto, un po’ curioso. Fu lì che notai uno sguardo, un’energia diversa. Una presenza che rompeva le aspettative e risvegliava domande sopite. Quel momento, inaspettato e semplice, mi portò verso una consapevolezza più profonda di chi ero e cosa desideravo davvero.
Non fu tanto un incontro, quanto una presa di coscienza. Ed è per questo che oggi, quando penso a quella vacanza, sorrido. Perché è lì, sotto il sole della Sardegna, tra gli amici, il mare e la musica, che ho scoperto il mio dolce preferito: il sapore della verità.
Le ore passavano lente, e i miei amici, forse stanchi o semplicemente desiderosi di un po’ di intimità, decisero di rientrare. Rimasi da solo, una birra in mano, immerso nella musica e nei miei pensieri. Ballavo, senza una meta precisa, forse cercando qualcosa che non sapevo nemmeno io di volere.
Fu allora che mi accorsi di una presenza, un ragazzo si era posizionato dietro di me, ad una distanza direi poco rassicurante, mi giro per dirgli di starmi lontano, ma sembrava la mia ombra, mi girava dietro come fanno i cani quando vogliono conoscersi, così mi allontanai un po', e poco dopo me lo ritrovai nuovamente dietro al mio culo, al quel punto con uno scatto veloce, mi girai guadandolo dal basso verso l'alto, era un ragazzo più alto di me forse di un anno più giovane, tipico sardo, dalla pelle olivastra e abbronzato oramai da mesi sotto sole, indossava un pantalone di lino bianco leggermente aderente ed una canottiere nera di quelle che si usavano una volta a costine, molto aderente, che facevano vedere due bei pettorali, capelli neri e corti, e due occhi nocciola chiaro, tutto il corpo trasmetteva una carica erotica non indifferente, come se fosse settimane che non scopava (e forse era vero).
«Ciao, hai perso qualcosa?» gli chiesi, con un mezzo sorriso.
«No,» rispose, «mi piace come balli. Volevo solo vederti meglio. La mia ragazza laggiù… ha detto che dovresti venire a bere qualcosa con noi e insegnarci qualche passo.»
Per un attimo esitai. L’istinto era quello di defilarmi. Ma c’era qualcosa nel suo modo di fare nel suo sguardo caldo e fermo che mi incuriosiva.
Così lo seguii, ci avvicinammo al muretto dove la ragazza dai capelli lunghi e neri ci accolse con un sorriso, anche lei aveva una presenza decisa, lo sguardo sicuro e un vestito azzurro che risaltava sulla pelle abbronzata.
«Ciao, sono Mauro» dissi con un sorriso spontaneo.
«Piacere, io sono Adele» rispose lei con voce calda. «Scusami se ti ho fatto approcciare da Luca, ma mi piaceva come ballavi. Non sapevo se avresti accettato il mio invito… così ho chiesto a lui di farlo.»
«È vero, scusa, mi chiamo Luca. Sono il suo ragazzo» intervenne lui con una certa ironia e una stretta di mano decisa.
La conversazione si fece subito leggera e piacevole. Parlammo delle nostre vacanze, del mare, della musica, delle spiagge più belle che avevamo visitato. C’era un'intesa strana ma naturale, una curiosità reciproca che rendeva il tutto spontaneo.
Verso le quattro del mattino, quando ormai la spiaggia si era quasi svuotata, Luca propose: «Perché non facciamo due passi sul bagnasciuga? Magari ci becchiamo l’alba.»
A un certo punto Adele si fermò. «Accidenti, ho dimenticato le sigarette sul muretto» disse. «Ti andrebbe di tornare indietro a prenderle?»
«Certo speriamo che nessuno le abbia rubate» risposi.
Mi incamminai, e al ritorno, si presento una scena talmente fantasticata ma anche inaspettata e non sapevo cosa dire e fare, davanti ai miei occhi c'era Luca seduto sul pattino con i pantaloni abbassati e Adele in mezzo alle sue cosce che gli stava facendo un pompino, mi avvicinai lentamente per paura che i due smettessero, ma lei accortasi della mia presenza, disse,
«dai vieni Mauro non aver paura»,
Cosi mi sistemai al fianco di Luca, la troietta mi slaccio i pantaloni e tirò fuori il cazzo già abbastanza duro, se lo infilo subito in bocca, chiusi gli occhi per gustarmi al meglio quelle splendide labbra, così andò avanti per un paio di minuti, dopo un po' la sua bocca si stacco da me per tornare a succhiare il cazzo di Luca, aveva un cazzo discretamente più lungo del mio, ma più sottile, i suoi splendidi addominali si muovevano insieme alla bocca di Adele, ogni volta che lei se lo infilava fino in gola, guardavo l'espressione di Luca in estasi, rapito dall'eccitazione, all'improvviso Adele si avvicino e mi sussurò,
«se vuoi scoparmi devi fare un pompino a Luca»,
sul momento rimasi sorpreso, la testa mi diceva di no ma il mio cazzo invece diceva di si, però l'idea di scoparla mi fece decidere di stare al gioco e di succhiare il cazzo di Luca, così mi misi fra le gambe di lui e insieme ad Adele cominciammo a passare la lingua lungo l'asta venosa di Luca facevo la stessa cosa che avevo visto fare poco prima da Adele.
Ricopiavo i suoi movimenti, cosi dopo l'asta arrivai fino alla turgida cappella, il cazzo di Luca sapeva di rossetto di Adele e questo mi fece eccitare ancora di più, era un turbinio di lingue tra quella di Adele la mia lungo il cazzo di Luca, così mentre io leccavo le palle, Adele succhiava la cappella, e alternandoci in questo gioco, Luca venne sborrandoci in faccia ad entrambi, non avevo mai fatto una cosa del genere e la cosa mi lascio sorpreso perché non provavo disgusto anzi, così mentre Luca si riprendeva, guardai Adele pretendendo il mio premio.
«Ora ti fai scopare!!»
cosi la misi a pecora sul pattino e gli alzai il vestito, la troietta era senza slip, gli infilali il cazzo fino alle palle, non avevo mai vissuto una situazione del genere per cui ero eccitatissimo, con il cazzo di marmo non c'era stato bisogno neanche che Adele me lo pompasse.
Cominciai a scoparla, prima con un po di lentezza, non volevo venire subito, e mentre la facevo oscillare avanti e indietro tirandola dai fianchi, Luca si mise in piedi sopra Adele, presentandomi nuovamente il suo bel cazzone all'altezza della mia bocca, ero così eccitato che non ci fu bisogno di dire nulla, lo presi nuovamente in bocca.
Succhiandolo come un assetato che non beve da una settimana, più scopavo Adele con forza e mi avvicinavo al mio orgasmo, più succhiavo il cazzo di Luca, finchè non riuscendo più a trattenermi sono venuto nella figa di Adele, riempiendo il preservativo.
In quel momento per la goduta mi ero staccato dal cazzo di Luca , anzi mi ero proprio dimenticato, concentrato solo sulle mie sensazioni di piacere che quella fighetta mi aveva regalato, mi stavo riprendendo, quando Adele scivolata dalla posizione a pecora, me la ritrovo dietro che mi spinge la testa verso il cazzo di Luca dicendo,
«dai troietta non puoi mica lasciare il lavoro a metà devi finire quello che hai iniziato»,
così riprendemmo insieme a succhiare il cazzo di Luca, non ci volle molto che anche lui venne nuovamente ma questa volta Adele mi tenne la testa ferma e Luca riusci a scaricarmi tutta la sua crema direttamente in gola, lo tenni in bocca e lo ripulii bene bene fino a quando comincio a rilassarsi, e finalmente tutti e tre felici ci accasciammo per qualche minuto sul pattino.
Adele si accese una sigaretta, e mentre mi guardava, disse,
«Sai Mauro, che ne dici se domani ci rivediamo, magari per pranzo vi faccio un bel piatto di spaghetti alla bottarga e poi ci divertiamo».
«Be direi che è una buona idea, dove pensavi di organizzare, da te o da Luca»
«No da me no posso non ho casa libera” e neppure io ho casa libera “ dissero Luca e Adele,
«Ok ma io ho i miei amici in casa»,
«Ma scusa non siete in vacanza?....vedrai che domani loro sicuramente andranno in qualche spiaggia a fare casino, tu digli che sei stanco che hai fatto tardi questa sera e che preferisci dormire un po'...»
«giusto non ci avevo pensato, ok facciamo così, non vedo l'ora che venga domani, ho ancora voglia»
«Aaaah senti Mauro per domani per fare la spesa per il pranzo, puoi anticiparci qualche lira, poi te li ridiamo....ti fidi vero» disse Adele,
«Ok va bene, bastano 50 mila lire?..... “certo sei veramente un gran ragazzo ....vedrai che domani ti divertirai, abbiamo in mente una bella sorpresa per te».
erano Appena passate le 11:00 che Luca arrivò ma senza Adele.
«Luca come mai Adele non c'è» chiesi,
«sai Mauro, Adele ha avuto un impegno arriva più tardi però ho potato Giorgio lui è il fratello maggiore di Adele oggi era solo per cui l'ho invitato, spero che non ti dispiaccia».
«Ma no figurati siamo qui in vacanza ogni nuova compagnia è la benvenuta» .
Giorgio si muoveva in casa con una certa disinvoltura molto sicuro di se aveva dei bei occhi azzurri capelli quasi sul biondo schiariti dal mare e dal sole, portava una camicia hawaiana e un pantaloncino verde acqua.
Mentre loro mettevano a posto la spesa per prima cosa aprii una bottiglia di vino bianco brindando alla nostra conoscenza, dopo circa un quarto d'ora, tra una chiacchiera e l'altra, mi ritrovai seduto sul divano, con Luca alla mia destra e Giorgio alla mia sinistra, diciamo che mi sentivo un po' circondato tra loro due.
Giorgio a quel punto con la scusa del caldo si tolse la camicia lasciando scoperti dei bellissimi addominali e i suoi pettorali tutti depilati.
Luca a quel punto ne approfittò per raccontare a Giorgio, la serata precedente e quello che avevamo fatto in spiaggia e quanto si era divertito grazie anche al mio contributo.
A quelle parole rimasi visibilmente imbarazzato, il mio viso arrossi e Giorgio prontamente mi chiese di che tipo di contributo stava parlando Luca, cercai di cambiare discorso ma Giorgio insistendo mise una mano sulla mia coscia tirandomi verso di lui, cercando di fare un po' di resistenza appoggiai involontariamente la mano sul suo addominale, liscio morbido e caldo, sentivo sotto le dita la forma della sua tartaruga, che subito si indurì.
Cercai di dire qualche parola, ma venivano fuori frasi senza senso, finché sento una mano dietro che mi spinse la testa verso la patta dei pantaloni di Giorgio, era Luca che improvvisamente, mi disse,
«dai Mauro fai vedere a Giorgio come mi hai succhiato il cazzo ieri sera».
Cercai di resistere, ma la mossa di Luca e quella Giorgio che tirò fuori il cazzo dai pantaloni fu praticamente un tutt'uno, facendomi ritrovare con la bocca e due millimetri dal cazzo di Giorgio, non avevo scelta, per cui con ancora la mano di Luca che mi teneva fermo, allungai la mano sul cazzo di Giorgio e gli diedi un primo bacio sulla cappella così con molta ritrosia, mi fermai per qualche secondo senza sapere cosa fare, poi decisi di allungare la lingua e dare qualche leccata anche all'asta, infine lo presi in bocca, assaporandolo tutto, aveva una bella forma diritta, con la cappella leggermente a punta, mentre da metà in poi si allargava quasi quanto una lattina di birra.
Iniziai a succhiarlo, sentivo il suo sapore vagamente dolciastro, gli presi le palle in mano accarezzandogli lo scroto, in quella posizione di fianco facevo fatica a piegarmi, per cui mi tirai su in ginocchio sul divano, dando le spalle a Luca, che a quel punto iniziò ad accarezzarmi il culo e la schiena, ogni tanto con la mano mi spingeva la testa sul cazzo di Giorgio, obbligandomi ad ingoiarlo tutto fino alle palle, e tutte le volte che Luca mi obbligava a farlo sentivo la punta del cazzo di Giorgio che mi entrava in gola.
Mentre ero in quella posizione con il culo all'aria, Luca mi abbassò il pantaloncino e avvertii una sensazione di caldo umido sul buchino del mio culetto, sempre più insistente, Luca che aveva iniziato a leccarmi il culo, come fosse una figa, non avevo mai provato quella sensazione, che mi mandò in orbita, ero parecchio eccitato al punto che oramai il cazzo di Giorgio lo facevo sparire nella mia bocca con molta facilità, come se mi stesse scopando la bocca, e il mio buchino si stava aprendo sempre di più grazie alla lingua del quel porco di Luca.
Ero in estasi, mi piaceva succhiare il cazzo di Giorgio che era diventato duro come il marmo e mi piaceva quello che Luca faceva al mio culetto, fino a quando con molta delusione, non sentii più la lingua di Luca, e alzando la testa per vedere dove fosse, vidi invece Giorgio alzarsi per fare posto a Luca sul divano.
Dopo aver preso il posto di Giorgio a quel punto Luca, mi piantò il cazzo in bocca senza ritegno fino a farmi soffocare, le prime lacrime mi rigarono il viso ma non importava mi stavo gustando due cazzi e una situazione tutta nuova per me.
Non feci in tempo a prendere le misure del pisello di Luca, che di nuovo sentii del bagnato sul buchino del culo, questa volta però era freddo era il lubrificante che mi stava spalmando intorno e dentro.
Giorgio con il dito mi stava penetrando il fiorellino del culo, un po' sorpreso, dissi a Giorgio
«No dai va bene farvi un pompino ma non voglio essere scopato, non l'ho mai fatto»
Lui per tutta risposta prima tirò fuori il dito e poi per farmi capire chi comandava ne piantò prima due, e poi tre a quel punto volevo alzarmi, ma Luca mi bloccò la testa sul suo cazzo e Giorgio continuò a scoparmi il culetto che le dita.
Non potendo uscire da quella posizione, cercai di rilassarmi con la speranza che tutto finisse in quel modo, speranza vana perchè dopo qualche minuto sentii dietro di me la punta del cazzo di Giorgio che cercava di farsi largo nel mio culetto.
Giorgio sicuramente non era a prima volta che scopava un culo sapeva come iniziare, infatti spinse inizialmente con calma, facendo entrare solo la cappella, poi inizio a spingere entrando fino a metà dove il cazzo si allargava parecchio, ma già sentivo che il mio buco non riusciva più ad allargarsi, il dolore era intenso e tentai di stringere il buchino per evitare di farlo entrare di più, avevo paura del dolore e che mi aprisse in due, ma a quella mossa, Giorgio, mi tirò due tre schiaffi sulle natiche dicendomi di non stringere, altrimenti mi avrebbe fatto male sul serio.
Ora le lacrime sul viso erano molto più evidenti tra il cazzo di Luca che mi scopava la bocca e quello di Giorgio che voleva entrare a tutti i costi, dove nessuno era mai entrato, mi sentivo una vera troia abusata davanti e dietro, fino a quando con un colpo deciso Giorgio affondò il cazzo largo come una lattina di birra tutto dentro.
Ora non ero più vergine.
Il dolore fu intenso, le lacrime scendevano dal viso, ma nella mia testa l'idea di essere riuscito a prenderlo tutto mi dava soddisfazione, come se avessi raggiunto un traguardo, ma il bello doveva ancora arrivare, perché quando sentii il cazzo di Giorgio, che con molta calma iniziava a scivolarmi dentro avanti e indietro, il dolore spari o quasi.
Inizialmente era come la sensazione di prurito in una posizione che non riesci a raggiungere e non riesci a grattarti, per cui ti contorci per trovare il modo per soddisfare quel bisogno.
Così poco dopo con Giorgio che continuava a scopami ho iniziato a sentire come se qualcuno finalmente stesse alleviando quel desiderio, anzi più Giorgio mi scopava e più il piacere aumentava sentivo il culetto che si allargava e si adattava alle dimensioni del suo cazzo, il mio culetto era un perfetto guanto del cazzo di Giorgio, tanto che lo stesso accorgendosi della cosa, capì che era il momento di aumentare la velocità della scopata.
Nella stanza si sentiva solo il rumore del mio mugolare e delle chiappe del mio culetto che faceva cif, ciaf contro la pancia di Giorgio, alternati a qualche sculacciata per mantenere il culo bello rosso e caldo, e alle sue parole che mi chiamava una volta troia infinita e una volta puttana di strada.
Dopo anni di incontri capii che Giorgio ci sapeva fare, sul quel divano continuava a scoparmi, alternando colpi profondi e violenti, che mi faceva sentire letteralmente il cazzo in gola, a movimenti lenti, con il cazzo che usciva tutto per rientrare fino alle palle, dilatandomi ogni volta il buco, mi aveva talmente aperto, che ogni volta che usciva stringevo io, il culo per godere del piacere di essere aperto nuovamente ad ogni affondo, cosi potevo sentirlo con più intensità.
Grazie a quel trattamento ora succhiavo il cazzo di Luca come fossi una vera troia affamata di cazzo, fino a quando Luca, sfilò il cazzo dalla mia bocca per mettersi un preservativo, e sedersi nuovamente sul divano.
Giorgio a quel punto si sfilò dal mio culo oramai aperto come una galleria mi fece mettere in piedi sul divano a gambe divaricate sopra Luca con il viso rivolto verso di lui così Luca mi prese per le braccia e tirandomi giù, mi fece impalare sul suo stupendo cazzo.
C'è l'aveva leggermente meno largo di Giorgio ma un po' più lungo, inutile dire che questa volta il cazzo di Luca entrò con estrema facilità e felicità del sottoscritto, quella sua leggera lunghezza in più però si fece parecchio sentire, tanto che mentre andavo su è giù sulla giostra, avvertii una diversa sensazione come se finalmente quel cazzo avesse toccato il tasto giusto, erano quei pochi millimetri in più che mi mandarono letteralmente fuori di testa.
Giorgio nel frattempo si tolse il preservativo e messosi di fianco a me me lo piantò nuovamente in bocca, obbligandomi a succhiarlo, non ci pensai due volte, lo presi in bocca oramai consapevole del mio ruolo di troia, e di dover soddisfare due maschi arrapati come loro.
Passavo la lingua sulla cappella, alternando affondi di gola che oramai non mi davano più fastidio, anzi mi provocano scariche di piacere, sopratutto quando guardavo il suo viso, che si contorceva con una smorfia di piacere.
Giorgio cercava di resistere all'imminente venuta, così rallentai un pochino per farlo durare di più e gustarmelo più a lungo, cosa che che non lo trovò d'accordo, perché prima mi schiaffeggiò il viso facendo segno di stare zitto, e poi con le mani ben salde sulla mia testa, iniziò a scoparmi la bocca.
Saranno bastati meno di un paio di minuti di quel trattamento, per sentirgli la cappella indurirsi e ingrossarsi, ed infine scaricare tutta la sua crema direttamente in bocca, aveva una consistenza densa e un sapore vagamente dolciastro, come il sapore del suo cazzo, questa fu la seconda volta che assaggiai la sborra di un uomo, e devo dire che la trovai gustosa, completai il pompino ripulendo per bene tutto il cazzo lasciandogli la cappella perfettamente lucida.
.... E Luca????.....in tutta questa situazione Luca continuò ad abusare del mio culetto oramai largo come una caverna,
Grazie a quella sensazione di piacere completo che mi aveva fatto provare Luca con il suo cazzo più lungo il piacere che avevo provato prima si stava trasformando in qualcosa che non avevo mai provato.
Sarà stata la posizione a cavallo su di lui, sarà stato il suo cazzo più lungo, sarà stato che nel movimento su è giù anche il mio cazzo si era strusciato sulla sua pancia, dopo la venuta di Giorgio che mi aveva riempito la bocca, ho iniziato a sentirmi come se avessi dentro qualcosa che doveva uscire, che chiedeva di uscire e l'unico modo per farlo era continuare a cavalcare il cazzo di Luca.
Lo pregai di resistere, lo implorai di non venire, di continuare a scoparmi in quel modo, volevo assolutamente arrivare alla fine, mi aggrappai con le braccia al collo di Luca e continuai a muovermi da solo a farmi entrare ed uscire quel palo di carne dal buco del culo, ogni volta che usciva era quasi un dispiacere, ogni volta che rientrava era un'estasi.
Tutto questo fino a quando non c'è la feci più, inarcando la schiena all'indietro e stringendomi sempre più al collo di Luca raggiunsi un orgasmo violento che non avevo mai provato, fu una sensazione inaspettata sconvolgente e nuova, provai piacere sia con il cazzo venendo sulla pancia di Luca che con il culo, e quella è stata la parte nuova che non avevo mai provato.
Rimasi attaccato a Luca come una scimmia alla sua liana con le gambe che mi tremavano uno strano sorriso, e il viso pieno di soddisfazione, finchè Luca mi risveglio dal quel sogno.
Con uno schiaffo sul culo mi ordino di alzarmi, perchè da buona Troia che ero diventata, dovevo terminare il lavoro, cosi mi sfilai dal suo cazzo e con devozione per il piacere che mi aveva regalato poco prima, mi inginocchiai ai suoi piedi, gli sfilai il preservativo, e gli presi nuovamente il cazzo in bocca.
Iniziai avidamente dalla cappella questa volta senza fermarmi dopo aver provato la sborra di Giorgio non vedevo l'ora di farlo venire per assaporare anche la sua.
Luca invece dopo un pò mi sfilo il cazzo dalla bocca per farsi leccare le palle, poi piano piano si sposto in avanti fino a mettere il suo buchino davanti alla mia faccia obbligandomi a leccargli il culo, che feci senza battere ciglio.
Oramai avrebbero potuto chiedere qualsiasi cosa, lo avrei fatto senza problemi, cosi tra una leccata di culo e una di palle, mentre lui si segava lentamente, mi prese la testa fra le mani mi fece aprire la bocca con la lingua tirata fuori, lui ci appoggiò la cappella sopra, …....mi fece prendere il suo cazzo in mano per segarlo...... e bastarono due tre spinte di mano, che mi regalò una prima schizzata direttamente in gola, e il resto della sua crema sulla lingua, pronta a riceverla tutta.
Da quel giorno capii che il cannolo era il mio dolce preferito.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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